Chakra – Centri Energetici e Livelli di Coscienza

 

 

La parola Chakra - 'ruota' in Sanscrito - sta a indicare i sette centri energetici nel corpo umano. Ciascuno di questi centri e' connesso al Sistema Nervoso Autonomo, nonché ai livelli della Coscienza, agli Archetipi, ai colori, ai suoni, alle funzioni del corpo, alle fasi dell'esistenza.

Primo Chakra, la terra, le radici

Il Primo Chakra è situato alla base della colonna vertebrale, nel plesso coccigeo, nella zona del perineo, sul pavimento pelvico. È diretto verso il basso, rappresenta le nostre radici, il contatto con la Terra, con la realtà materiale, è il tum-tum del tamburo, il rosso del sangue. L'energia della materia, del denaro, del cibo, delle cose solide e terrestri, della sessualità, delle radici che penetrano profondamente nella realtà e ne traggono nutrimento.
«Se non si sa da dove si viene, non si può sapere dove si va», è necessario avere conosciuto e onorato le proprie radici.

Il serpente che dorme
In Muladhara, giace «addormentata» l'energia primordiale, l'energia di Kundalini rappresentata come un serpente che dorme, arrotolato nelle sue spire, che dona l'occasione di avventurarsi nel viaggio della vita alla riconquista dell'unità. È la capacità di appropriarsi di ciò che è indispensabile per il proprio sostentamento, dal cibo allo spazio, alla posizione sociale, al proprio compagno o compagna. Energia di movimento, di conquista, di aggressività. È l'inizio del viaggio, la base del sistema, la pietra su cui poggiano gli altri Chakra.

Ghiandole Surrenali, sopravvivenza
Il Primo Chakra si relaziona con il livello di coscienza che ci consente la sopravvivenza nel mondo ed è associato in alcuni insegnamenti yogici anche alle surrenali, due piccole ghiandole adagiate a guisa di cappello sul polo superiore dei reni. Sono considerate le ghiandole dell'omeostasi per eccellenza; consentono agli animali superiori di sopravvivere, per quanto l'ambiente che li circonda si modifichi continuamente. Ciascuna ghiandola è costituita da due parti: la corteccia surrenale (esterna), che secerne ormoni a struttura steroidea, e la midolla surrenale (interna), che secerne catecolamine.

L'omeostasi salina, la reazione di attacco o fuga
La corteccia surrenale controlla principalmente l'omeostasi salina e il metabolismo organico e, tra gli steroidi che secerne, vi sono i glicocorticoidi e i mineralcorticoidi. I glicocorticoidi intervengono nel metabolismo dei carboidrati, in quello idrico e partecipano alle attività del sistema immunitario, i mineralcorticoidi regolano l'equilibrio tra acqua e sali minerali nell'organismo. Tra i glicocorticoidi troviamo il cortisolo che ha un ruolo assai importante nella risposta dell'organismo allo stress, inteso come una esposizione a stimoli nocivi o potenzialmente nocivi e promuove le reazioni dell'organismo all'emergenza.
Parecchie situazioni della vita quotidiana portano all'aumento della produzione e della liberazione del cortisolo come ad esempio comportamenti aggressivi, competizioni atletiche, situazioni nuove, l'attesa di intervento chirurgico, la discrepanza tra livello di aspirazione e realizzazione, viaggi aerei...
Tra i mineralcorticoidi troviamo l'aldosterone, che agisce sui reni e sugli ormoni androgeni che integrano l'azione delle ghiandole sessuali dell'apparato genitale. La midolla surrenale secerne le catecolamine, che favoriscono «la reazione di attacco o di fuga» alla quale fa seguito la liberazione di considerevoli quantità di cortisolo. L'adrenalina e la noradrenalina vengono secrete in situazioni di emergenza o di stress. Il surrene racchiude quindi una energia capace di conquistare, creare e conservare la vita.

Le gonadi, la donna, l'uomo, la riproduzione
Una volta soddisfatta la primaria esigenza della sopravvivenza individuale, c'è lo spazio per la riproduzione (sopravvivenza della specie) e la appartenenza (al nucleo familiare, al gruppo sociale, etnico o culturale).
Al Primo Chakra sono collegati prevalentemente gli organi genitali maschili e femminili, ma secondo alcuni insegnamenti le ovaie e l'utero sembrano essere più in corrispondenza con il Secondo Chakra. Il che spiegherebbe anche le significative differenze tra la sessualità maschile e quella femminile.
I testicoli hanno funzione spermatogenetica ed endocrina, producono gli spermatozoi e il testosterone che regola lo sviluppo delle caratteristiche maschili che compaiono nella pubertà, come la crescita della barba e l'abbassamento del tono della voce.
In queste ghiandole si manifesta la possibilità di dare al mondo una nuova vita attraverso la concentrazione, la conservazione e l'espressione del seme.

L'unione di Terra e Cielo
La memoria e l'energia ancestrale si addensano e si specificano in attesa di incontrare la terra (energia madre) e il cielo (energia creativa).
Qui tutto è già presente ma inespresso, regno delle infinite potenzialità, fulcro della riunione delle polarità, (le gonadi sono organi doppi) nella divina unicità della creazione della vita.

Patologie connesse col Primo Chakra
Le patologie di questa sensibilissima parte dell'organismo sono spesso legate alla difficoltà di riconoscere la propria identità sessuale biologica o a conflitti con le figure genitoriali. Lo sviluppo dei caratteri sessuali sarebbe impossibile senza le gonadi e inizia quando l'embrione ha circa 40 giorni.
Con l'avvicinarsi della pubertà si incrementa drasticamente la produzione di ormoni sessuali, è proprio qui che avviene una importante iniziazione, il passaggio dall'infanzia all'età adulta, l'inizio di un cammino che durante tutta la vita, attraverso prove continue, ci condurrà a comprendere sempre più profondamente la nostra essenza di uomini e donne.
Le patologie che riguardano il Primo Chakra possono indicare anche difficoltà di accettare e integrare la parte materiale dell'esistenza, intendendo con «materia» anche tutto ciò che simbolicamente è legato al mondo della madre, al nutrimento, alla protezione, alla maternità. Problemi alle gambe, alle articolazioni degli arti inferiori indicano rigidità di fronte alle situazioni, difficoltà di adattamento e di tenere i piedi per terra. Anche i problemi economici sono sintomi che riguardano il Primo Chakra, indicando il rifiuto della propria energia creativa.

I conflitti terreni
Ansia, stress, paura, angoscia, panico, insonnia, simboleggiano una relazione conflittuale con la vita, l'infiammazione del nervo sciatico può rivelare la negazione del contatto con la terra e la realtà, emorroidi e stitichezza possono rappresentare difficoltà nel lasciar andare il passato e i vecchi rancori.

 

Secondo Chakra, l'acqua, il grembo, la vita

Dall'Uno al Due, dalla solidità alla liquidità, dalla sopravvivenza alla generazione della vita. Il ventre è il luogo dove la vita si incarna e si manifesta, è la sede del desiderio, dell'attrazione, del piacere, del legame con il mondo e con la realtà, del cordone ombelicale. È il luogo vuoto mai sazio, sempre da riempire con nuove cose, è il motore, la causa del movimento, della ricerca interiore e nella realtà, la ricerca dell'altro, il desiderio di fondersi, di liquefarsi, di annientare la polarità nell'unicità, la fusione dell'estasi e dell'amore.
Il Secondo Chakra risiede nella parte inferiore dell'addome, comprende parte dell'intestino e organi genitali femminili, è in stretto collegamento con la procreazione, il desiderio, ma anche la liberazione dagli attaccamenti, dai legami e dal passato.
L'elemento di questo Chakra è l'Acqua, le funzioni che lo riguardano sono in contatto con i liquidi: circolazione, eliminazione urinaria, sessualità, riproduzione.
Al Secondo Chakra sono collegate le ghiandole gonadi, dal greco gónos, generazione, riproduzione. Le ovaie sono situate nella cavità pelvica ai due lati dell'utero. Portano a maturazione le cellule germinali (funzione gametogenica) e secernono gli ormoni sessuali femminili (funzione endocrina).

La Terra, lo Yin
Le ovaie producono due tipi di ormoni steroidei: gli estrogeni ed il progesterone.
Gli estrogeni sono sintetizzati a partire dal colesterolo e vengono prodotti anche dalla corteccia surrenale e dalla placenta. Svolgono un ruolo essenziale nello sviluppo delle caratteristiche femminili e nel mantenimento della libido sessuale. Il progesterone ha l'effetto di preparare l'endometrio che è la mucosa che riveste la parete uterina, a ricevere l'uovo fecondato.

L'Intestino
Le cellule endocrine gastrointestinali secernono numerosi ormoni tra cui: gastrina, che stimola la produzione di acido e di enzimi digestivi e aumenta la motilità, enterocrinina, che stimola la produzione di muco alcalino, secretina, che stimola la produzione di tamponi alcalini, colecistochinina, che stimola la produzione di enzimi pancreatici, peptide intestinale vasoattivo, che dilata i vasi intestinali e inibisce la produzione di acido.
L'intestino è sistemato nella parte centrale della cavità addominale, può essere suddiviso in due distretti: l'intestino tenue o piccolo intestino, che provvede al completamento delle funzioni digestive e all'assorbimento, cioè al passaggio nel sangue e nella linfa delle sostanze nutritive; e l'intestino crasso o grosso intestino, che svolge funzioni di riassorbimento dei liquidi ed escretorie. L'intestino tenue comprende il duodeno (così chiamato perché lungo dodici dita), il digiuno (così chiamato perché gli antichi medici, nelle loro dissezioni, lo trovavano spesso vuoto) e l'ileo, che termina con la valvola ileocecale, che separa il piccolo dal grosso intestino. L'intestino crasso è composto da cieco (così chiamato perché ha un'entrata ma non un'uscita), colon (ascendente, trasverso e discendente) e retto. Attraverso il piloro, il chimo formatosi nello stomaco giunge nel duodeno in cui arriva la bile (dal fegato) ed il succo pancreatico (dal pancreas); quest'ultimo contiene enzimi che digeriscono i grassi, gli amidi, e le proteine, come per esempio l'amilasi. Durante questa fase del processo digestivo intestinale, avviene la trasformazione del chimo in chilo, sostanza omogenea, biancastra e fluida, simile a latte denso. Dopo il duodeno, l'intestino tenue prosegue con il digiuno e l'ileo, che s'immette attraverso la valvola ileo-cecale nel colon.
Nella parte in cui inizia l'intestino crasso (nel cieco), si attacca l'appendice vermiforme, così denominata perché somigliante a un lungo lombrico. Pare abbia funzioni di difesa antinfettiva, un po' come le tonsille nella gola, non per nulla è stata definita «tonsilla dell'addome». Nell'intestino grosso non entrano che le scorie della nostra alimentazione, ricche soprattutto di acqua. È proprio qui che l'acqua viene sottratta alle scorie le quali, dopo essere passate attraverso il colon ascendente, traverso e discendente, vengono finalmente espulse tramite le feci.
È principalmente nell'intestino tenue che avviene la vera e propria digestione del cibo, attraverso la sua scissione nelle singole componenti (analisi) e l'assimilazione. La funzione dell'intestino tenue è appunto l'analisi, la scissione, il dettaglio: il cibo viene valutato, sfruttato e assimilato.

Paura e diarrea
L'intestino tenue è un ottimo indicatore delle paure esistenziali. Uno dei sintomi più frequenti che lo riguardano è la diarrea. In termini popolari si usa dire «farsela addosso dalla paura» infatti la diarrea mostra una problematica legata all'ansia e alla paura. Quando si ha paura, non si ha il tempo di confrontarsi analiticamente con le impressioni, ce ne si libera senza digerirle.
Nell'intestino crasso la digestione vera e propria è già finita. Qui al residuo indigeribile del cibo viene tolta l'acqua.

Il secondo cervello
Recenti studi 1 hanno scoperto l'esistenza di un secondo cervello oltre quello cefalico, localizzato nelle pareti dell'intestino. Non ci siamo mai accorti dell'esistenza del cervello intestinale, solo perché la coscienza si pensa risieda nella testa, ma molte decisioni spesso sono prese dalla pancia o, meglio, dai centri nervosi lì appena scoperti.
In tutte le culture, nei modi di dire, nel senso comune, la pancia è tradizionalmente la sede principale dei sentimenti e delle emozioni.
Per gli scienziati, essa conteneva un semplice tubo, governato da riflessi, finché a qualcuno non è venuto in mente di contare le fibre nervose dell'intestino ed ha così scoperto l'esistenza del cervello intestinale, quasi una copia di quello della testa. Entrambi producono sostanze psicoattive, che influenzano gli stati d'animo.
Il cervello intestinale lavora in modo autonomo e invia più segnali al cervello di quanti non ne riceva da esso. Aiuta a fissare ricordi legati alle emozioni, può ammalarsi, soffrire di stress e sviluppare proprie nevrosi, prova sensazioni, pensa, ricorda.
Che bisogno c'era di due cervelli?
Nella scatola cranica tutto non ci stava, per far passare i collegamenti col resto del corpo il collo avrebbe dovuto avere un diametro molto grosso. E poi, appena dopo la nascita, il neonato deve mangiare, bere, digerire: meglio che queste funzioni siano autonome. Durante la formazione dell'embrione, quindi, una parte delle cellule nervose viene inglobata nella testa, un'altra nell'addome. I collegamenti tra i due sono tenuti dal midollo spinale e dal nervo vago.
Al secondo cervello sono associate «le decisioni viscerali», spontanee e inconsapevoli: hanno un ruolo importante la gioia e il dolore. Per studiare la mente intestinale è nata una nuova scienza: la neurogastro-enterologia, le cui basi furono gettate, a metà dell'800, da Leopold Auerbach, un neurologo tedesco. Quella che per noi è solo una bistecca, per l'intestino è una realtà fatta di milioni di sostanze chimiche da analizzare, per decidere se si tratta di elementi da assorbire, di un veleno o di un microrganismo da tenere a distanza.

Il tunnel interiore e la calma del colon
L'intestino è il tunnel interiore, il luogo del passaggio, dello scorrimento, dell'assorbimento del nutrimento, rappresenta la capacità di vivere traendo il giusto frutto dalle esperienze della vita, vivere con amore e consapevolezza; il tenue è l'organo di scarico del cuore, si apre nella bocca, e ci dice che tutto è amore, che ogni cosa che entra dentro di noi, il cibo, la materia, l'aria, l'energia, può essere assimilata e trasformata in nutrimento. Come la paura ci porta a chiudere la bocca dello stomaco, a bloccare il respiro, a creare l'immobilità come mimetizzazione, il sintomo tipico del colon è la diarrea, cioè la fuga, il mollare tutto e scappare, il rifiuto e la paura dell'amore, del nutrimento, l'impossibilità di far entrare e di crescere attraverso l'esperienza. Il colon ci insegna a stare nelle cose con fiducia e calma, a lasciar passare i momenti difficili senza fare di tutto per sbarazzarcene, senza fuggire o fare le cose in fretta e furia. Un trattamento di Reiki alla pancia rilassa l'intestino, gli restituisce elasticità e funzionalità, calore e tranquillità.
Sdraiarsi e mettersi le mani sulla pancia ha una azione fortemente efficace sul dolore interiore spesso connesso alla paura di non farcela, alla paura di morire.

Avarizia e stitichezza
Un disturbo frequente che riguarda l'intestino è la stitichezza che può esprimere tematiche in relazione all'avarizia: fin dai tempi di Freud, la psicanalisi interpreta l'evacuazione come l'atto di dare e donare. Come l'intestino tenue può corrispondere al pensiero consapevole, analitico, così l'intestino crasso può rivelare l'inconscio e la stitichezza può esprimere la paura di far venire alla luce i suoi contenuti.
Gli organi correlati all'intestino tenue sono il cuore ed i polmoni, il cervello. Come i polmoni, a cui è energeticamente collegato, il crasso svolge una funzione di scambio, di restituzione, di donazione. Ecco perché un comune sintomo quale la stitichezza ci pone in contatto con la nostra difficoltà di donare e di donarci, di riconoscere il nostro valore, di lasciarci andare, di mostrare la nostra vulnerabilità o semplicemente lasciar andare il vecchio, quello che non ci serve più. La stipsi somiglia all'asma, trattengo dentro di me i prodotti di scarto del metabolismo perché ho paura di rimanere solo, di essere abbandonato, di non essere protetto.
Per altro, il crasso rappresenta anche bene l'inconscio, l'Ade interiore, il regno dei morti, i ricordi che ci legano a un passato che è passato e quindi morto, inesistente.

Utilizzare e Lasciare Andare
Niente di più dannoso per l'intestino che vivere di ricordi o serbare rancore per il passato, perché ciò equivale a dire al nostro organismo di trattenere e custodire gelosamente tutti i prodotti di scarto e quindi riempirci di tossine e veleni. Ancora una volta il nostro corpo dimostra di possedere una profonda saggezza insegnandoci a vivere giorno per giorno, svuotandoci e riempiendoci con moderazione, tranquillità e fiducia, a lasciar andare con serenità e morbidezza, senza fissarsi sul dolore (emorroidi) per ciò che è stato.
Ciò che conta è vivere l'esperienza, bella o brutta, felice o dolorosa, leggera o pesante (assimilazione), integrarne per qualche tempo le reazioni emozionali e mentali (assorbimento dei liquidi e dei sali minerali), e infine, rapidamente ed efficacemente, lasciar andare ogni residuo attaccamento o rimpianto, godendo di un rinnovato senso di leggerezza (evacuazione). Se ho paura di vivere intensamente, in maniera responsabile e con amore ogni prezioso istante della mia vita, se non riesco a realizzare la mia vita e la mia personalità, perdo energia (diarrea, polipi, colite ulcerosa, perdite di sangue, muco, acqua e sali minerali, enterite) oppure la blocco all'interno, la trattengo (stipsi, ernie, occlusioni, fecalomi, diverticoli).

 

Terzo Chakra, il fuoco, la trasformazione

Luogo della luce, dell'energia solare, della combustione, della trasformazione della materia in energia. Metabolismo, regno dell'azione, dell'affermazione della volontà, del potere che nasce da dentro, dell'autonomia, del taglio del cordone ombelicale. Qui ci innalziamo al di sopra della polarità per contemplare un terzo punto dentro di noi, il vertice del triangolo, la contemplazione, la capacità di trasformare qualunque evento in energia vitale, in forza e saggezza. Questo è il vero Potere.

Lo Stomaco
Una volta che il cibo è masticato e inghiottito entra nello stomaco attraverso una valvola muscolare (cardias) che impedisce il reflusso e ne esce per entrare nell'intestino attraverso un'altra valvola muscolare (piloro). All'interno dello stomaco il cibo si mescola agli enzimi e ai succhi gastrici, viene ridotto in forma liquida e passa nell'intestino.

La cornamusa
Lo stomaco ha la forma di una cornamusa ed è situato nella parte superiore del cavo addominale, sopra il diaframma.
Ha la primaria funzione di accogliere il cibo proveniente dall'esofago occupandosi di ammorbidirlo e prepararlo ai processi chimici della digestione. I movimenti dello stomaco servono a rimescolare il cibo con il succo gastrico, prodotto dalle ghiandole gastriche, e a sospingerlo a piccole quantità nel duodeno.

Il potere corrosivo
Sotto il profilo meccanico, lo stomaco può suddividersi in due parti: una superiore che funge da raccoglitore di cibo e una inferiore che provvede al suo mescolamento.
Il succo gastrico è una miscela di acido cloridrico (potente corrosivo) e di potenti enzimi. Sono pochi i batteri che resistono all'acido cloridrico ed è per questo che lo stomaco è raramente infettato da microbi invasori. L'acido cloridrico è secreto da cellule che tappezzano la parete interna dello stomaco, il quale ha un rivestimento che lo protegge dalla corrosione.

Autoprotezione, accoglienza e aggressione
Lo stomaco rappresenta un'ammirevole dispositivo di auto-protezione osservabile in natura che è in grado di sterilizzare il cibo che viene ingerito. La normale secrezione di succo gastrico è controllata in parte da impulsi nervosi scatenati dall'odore, dalla vista o anche soltanto dal pensiero del cibo.
È grazie all'aggressione del succo gastrico che gli alimenti vengono trasformati in una massa semiliquida o chimo che, a successivi intervalli, viene passata, per apertura della valvola pilorica, nella prima porzione dell'intestino tenue (duodeno).
Osservando le funzioni dello stomaco veniamo in contatto con la capacità di accogliere, di proteggersi e l'insegnamento di esprimere consapevolmente la propria aggressività.
La digestione dei sentimenti
La consuetudine di «digerire» sentimenti di aggressività verso l'interno piuttosto che verso l'esterno può far emergere ulcere gastriche che sono perforazioni della parete dello stomaco. L'acido cloridrico corrode la mucosa che ricopre lo stomaco: siamo in presenza di un processo autodistruttivo.
La funzione dello stomaco è dunque quella di accogliere il cibo masticato ed elaborato nella bocca, renderlo morbido, liquido, uniforme, omogeneo per essere assorbito dall'intestino. Ecco dunque ben rappresentata la relazione accoglienza-aggressività, entrambe necessarie per un buon funzionamento dello stomaco.

Denti e unghie
Sono correlati allo stomaco le unghie e i denti che permettono di difendersi, addentare, mordere e triturare. I denti e le unghie, che negli animali sono gli artigli e le zanne, sono i più tipici esponenti della aggressività.
Denti sani e forti permettono di mordere e masticare i cibi più duri e succulenti, problemi ai denti o alle gengive restringono drasticamente la gamma delle scelte possibili.
La perdita dei denti, legata all'infanzia e alla vecchiaia, ci riporta a un sentimento di impotenza, di perdita di forza, di calo di energia vitale e sessuale, di giovinezza e salute ma anche di rinnovamento e crescita.

L'analisi
In bocca, in effetti, avviene la prima fase della digestione: il cibo che rappresenta la materia, il mondo, la realtà, viene ridotto in piccoli pezzi, masticato, inghiottito in piccoli bocconi e sospinto verso il basso attraverso il tubo digerente (processo analitico).
Le impressioni della realtà perdono la loro alterità e vengono interiorizzate grazie all'intervento di strumenti efficaci nella loro disgregazione e ristrutturazione.

L'aggressività
Il bambino perde i denti da latte nel momento in cui esce dal mondo esclusivo della madre e del padre per entrare nella società, dove si richiedono mezzi nuovi e più taglienti per individuare e risolvere problematiche più complesse.
L'aggressività è proprio la capacità di andare incontro (etimologia da ad-gredior, vado verso) agli eventi del mondo confidando nella propria capacità di risolverne i conflitti (masticazione). Una volta che il mondo è stato ridotto in parti più piccole e omogenee, ecco che può scendere in profondità (interiorizzazione) e fondersi con la mia essenza. È noto il detto: dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei.
Nello stomaco l'analisi è più minuta, acidi potentissimi sostituiscono i denti nel processo di separazione e ristrutturazione, è proprio qui che il confine tra materia ed energia si fa più labile e non è più cosi facile distinguere tra una realtà fisica esterna ed una realtà psichica interna.

Cosa non riesco a mandar giù?
Dopo un'ora e più di elaborazione il panino col prosciutto è ormai ridotto ad una poltiglia omogenea i cui singoli componenti, lipidi, glucidi, carboidrati etc. sono più simili ad atomi e ad elettroni che non ad un maiale o alla spiga di grano da cui provengono.
È così più difficile per lo stomaco stabilire se quello che non riesco a digerire, ad accogliere, ad accettare nella mia vita sia il panino, lo stato d'animo o la situazione in cui l'ho ingerito.
Se qualche aspetto della mia vita «non mi va proprio giù» o «non riesco a sopportarlo», se qualcuno «mi sta sullo stomaco» o «me lo mangerei vivo», ecco che lo stomaco e tutto il processo digestivo si incaricano di rendere più efficace la digestione di questo «amaro boccone».

Trattenere l'aggressività
Il malato di stomaco, solitamente, non esprime la propria aggressività, la trattiene dentro di sé e la rivolge verso sé stesso (ulcera, gastrite, bruciori di stomaco), oppure la proietta sul cibo che diventa responsabile del suo malessere: le cosiddette intolleranze alimentari, le allergie, le intossicazioni.
Incapace di vedere il veleno che lui stesso secerne (acido cloridrico) lo trasferisce all'esterno, vede finalmente nel cibo la causa di tutti i suoi problemi e si priva di questo e di quello, una cosa proprio non la può digerire e un'altra davvero gli fa male. Il malato di stomaco tenta di fuggire il conflitto, sogna i cibi omogeneizzati precotti e premasticati e se possibile predigeriti, sogna il ritorno all'infanzia lontano da un mondo da conquistare con le unghie e con i denti.
Ma questa fuga impossibile da una sana aggressività lo conduce al logorio interiore ben noto col nome di ulcera (dal latino ferita), le «unghiate» che mi rifiuto di dirigere fuori per difendere il mio spazio si ritorcono contro di me, lacerano le mie viscere mentre la pesantezza, il bruciore, l'acidità, la nausea, il vomito, la flatulenza, l'eruttazione testimoniano il piccolo inferno personale popolato di demoni che mi porto appresso, che si agita dentro di me.

Il Pancreas
È una grande ghiandola situata nella parte posteriore della cavità addominale, dietro lo stomaco, tra il duodeno e la milza. È di colore giallo-grigio ed è parte integrante del sistema digestivo. Come ghiandola esocrina, il pancreas produce diversi enzimi, che immette nel duodeno attraverso il dotto pancreatico e che contribuiscono all'ultima fase della digestione degli alimenti. Come ghiandola endocrina, produce ormoni come l'insulina ed il glucagone, indispensabili per metabolizzare e sfruttare le proprietà nutritive dei carboidrati e degli zuccheri.
Fra le varie parti (lobi) che la costituiscono, sistemati come acini di un grappolo d'uva fissati al dotto pancreatico e alle sue diramazioni, si trovano le isole di Langerhans, che sono costituite da due tipi di cellule: le alfa e le beta. Le prime secernono il glucagone, un ormone che tende ad elevare la concentrazione di zucchero nel sangue e le seconde secernono l'insulina che tende ad abbassare la glicemia.

Glicemia, insulina e diabete
L'insulina è il principio che consente all'organismo di utilizzare gli zuccheri alimentari che assorbiti da stomaco e intestino, passano nel sangue.
La quantità di glucosio presente nel sangue che è regolata dall'insulina si chiama glicemia ed è circa di un grammo su mille di sangue; una sottoproduzione di insulina determina la manifestazione del diabete. In mancanza di insulina, lo zucchero nel sangue aumenta eccessivamente: è qui che parliamo di iperglicemia. In questo caso, l'eccesso di zucchero sanguigno passa dal sangue alle urine, che abitualmente prive di zucchero, ora lo contengono (glicosuria).
Non avendo abbastanza insulina, il diabetico finisce per non utilizzare più completamente amidi e zuccheri alimentari, i quali invece di essere «fissati» sottoforma di glucosio nei muscoli, nel cervello, nel fegato, si perdono con le urine e l'intero organismo ne resta impoverito. Il sintomo che di solito richiama per primo l'attenzione del malato è l'urinazione molto abbondante a cui fa seguito un bisogno eccessivo di bere, che talvolta diviene vera e propria arsura e si aggiunge a una fame rabbiosa. Il diabete porta a una superacidificazione di tutto il corpo che può arrivare fino al coma.
Simbolicamente si può associare tale disfunzione alla paura e all'inconscia incapacità di accogliere e integrare l'amore. La parola diabete deriva dal greco dià-bàino, che significa «passare attraverso, scorrere», e ciò che mi passa attraverso senza lasciare traccia è la dolcezza, la tenerezza, l'amore.

L'idrogeno, le stelle, il plesso solare
Il Terzo Chakra risiede all'altezza del plesso solare, si identifica con il verbo «io posso», con la volontà e l'illusione di potere fare tutto, con l'ego.
A livello astronomico è la trasformazione dagli atomi d'idrogeno nelle stelle. Corrisponde all'elemento del fuoco, all'oro, al giallo, colore primario è associato al sole, alla luce. Dal punto di vista psicologico il giallo è associato al pancreas che deriva embriologicamente dall'intestino primitivo, infatti la struttura degli ormoni pancreatici è di natura peptidica come quella dei gastrointestinali.
Oltre alle funzioni digestive, il pancreas produce due ormoni che si immettono direttamente nella circolazione sanguina: l'insulina e il glucagone, fondamentali per metabolizzare e sfruttare le proprietà dei carboidrati e degli zuccheri.

La forza interiore
L'insulina abbassa il tasso di zucchero nel sangue, il glucagone lo fa alzare stimolando il fegato a liberare il glucosio.
Possiamo dire che attraverso il pancreas, ma lo stesso vale per lo stomaco e il fegato, il mondo extraindividuale viene distrutto nella sua forma per essere interpretato (digestione) e compreso (assimilazione). Inoltre l'energia degli zuccheri e dei carboidrati viene resa disponibile, trasformata in forza interiore, in carburante per il veicolo della coscienza e dell'anima che è il corpo.
Gli abusi e il delicato equilibrio
Il pancreas si deteriora quando si abusa di alcol e di cibo e di solito il rimedio è sempre una dieta ferrea.
La relazione con il mondo va gestita con modestia e moderazione, è dannoso introdurre o desiderare più energia di quella che ci serve: avidità e cupidigia, come tutti gli eccessi, alterano il delicato equilibrio tra microcosmo e macrocosmo e la malattia ancora una volta ci riporta alla verità della pazienza, della costanza, della fiducia e della virtù.

 

Quarto Chakra, la conciliazione degli opposti, il verde

Trascendiamo l'ego e ci troviamo al centro del Sistema dei Chakra, il cui compito è integrare il basso e l'alto, il dentro e il fuori, lo spirito e la materia, l'Io e il non-Io, la mente e il corpo.
È situato a livello del plesso cardiaco, esattamente nel punto in cui portiamo la mano sul petto quando, col linguaggio corporeo, vogliamo indicare il nostro «Io». Luogo dell'unione, della conciliazione degli opposti, dell'identità pura e profonda, regno della pace e dell'armonia, dell'Amore nella sua essenza trascendente di principio deificante.

Il verde, la linfa vitale
Il verde è il colore che lo rappresenta, che simboleggia la vita sul nostro pianeta, l'unione del sole con la terra, del giallo con il blu. Ci riconnette al verde delle foreste, al processo della fotosintesi che significa «mettere insieme attraverso la luce» e si compone di due fasi: quella luminosa che richiede la presenza di luce e quella oscura che è indipendente dalla luminosità ma richiede la presenza dei prodotti della fase luminosa.
Nell'antica Cina il verde rappresentava l'Est, la primavera, la forza che si rigenera e si trasforma in linfa vitale.
Il timo, gli anticorpi, la difesa
La ghiandola collegata a questo Chakra è il timo, dal greco thymós, «anima»: è una piccolo organo linfoide situato nel torace, dietro lo sterno. Si sviluppa in epoca prenatale, mantiene la sua piena funzionalità fino all'adolescenza, la sua presenza è fondamentale affinché nell'organismo appaiano gli anticorpi e si distribuiscano nelle ghiandole linfatiche.
Regola l'accrescimento del corpo, ha il suo massimo sviluppo nel periodo infantile, in seguito va incontro a progressiva atrofia e la sua attività viene svolta dal sistema immunitario che ha la capacità di distinguere l'aggredito dall'aggressore. È proprio grazie al timo che il nostro corpo identifica e respinge le sostanze estranee, compresi virus e batteri, in particolare, partecipa al processo di maturazione dei linfociti T.

Psiconeuroendocrinoimmunologia
Il sistema ormonale, ritenuto da sempre separato dal cervello, è invece ormai considerato parte del sistema nervoso. Quantità di ormoni vengono secreti e diffusi in aree estremamente distanti ed eterogenee del corpo.
Sistema nervoso, sistema endocrino e sistema immunitario sono collegati da una speciale rete di comunicazione grazie a sostanze chimiche note come neurotrasmettitori.

Neuropeptidi, i messaggeri delle emozioni
I neuropeptidi, mediatori delle informazioni e delle emozioni, sono ormoni e svolgono la loro funzione attraverso il sangue. L'amigdala e l'ipotalamo, che rappresentano la parte centrale del cervello mammifero e gestiscono le emozioni e le memorie, sono le aree cerebrali in cui si trova la maggior concentrazione e varietà di neuropeptidi.
Anche i linfociti del sangue producono neurotrasmettitori e hanno recettori per trasmettere e ricevere gran parte delle informazioni che ricevono dal cervello, e quindi rappresentano una sorta di «sistema nervoso liquido» circolante nel corpo.
La proprietà fondamentale del sistema immunitario è che le sue cellule si muovono. Se non fosse per questo, esse sarebbero identiche ai neuroni del cervello. I monociti, per esempio, che distruggono gli organismi estranei, iniziano la loro vita nel midollo spinale e vengono quindi diffusi nelle vene e nelle arterie. I monociti non sono solo responsabili del riconoscimento e della gestione dei corpi estranei ma sono anche coinvolti nel meccanismo di riparazione dei tessuti e della guarigione delle ferite.
Le cellule del sangue hanno una funzione importante nell'elaborazione delle informazioni che proteggono il nostro intero organismo. I monociti comunicano con i linfociti B e T, agendo in tutto il sistema sanguigno, per combattere le malattie e per distinguere il Self dal Non Self, decidendo quali parti del corpo sono degenerate (come le cellule tumorali) o estranee e devono quindi essere eliminate dai linfociti K (Killer).
Le emozioni positive favoriscono la produzione di una cascata di reazioni tale da attivare il sistema immunitario e in particolare i linfociti killer, al contrario, gli stati di depressione emotiva portano a un'inibizione della resistenza immunitaria.

Patologie connesse al Quarto Chakra
Il timo è una primaria stazione linfatica sede del complesso meccanismo di produzione dei linfociti T (timici) e della loro «istruzione» a riconoscere il Self (ciò che io sono) dal Non Self (ogni virus o entità estranea). Se la capacità immunitaria non si sviluppa, manca la possibilità organica di distinguere l'altro da sé, la capacità di distinguere l'aggredito dall'aggressore, il riconoscimento della propria individualità.
Il timo simboleggia quindi il processo di affermazione della propria identità e personalità in armonia ed equilibrio con il mondo circostante, la percezione della propria capacità di esistere nella relazione con l'altro senza paura, senza difese, senza aggressività eccessiva.
Gli stati d'animo che abbassano il sistema immunitario sono la depressione, la perdita di speranza, il senso di colpa.
Artrite reumatoide, lupus eritematosus, sclerosi multipla, diabete mellito, anemia perniciosa, sono malattie che indicano una carenza del sistema immunitario.
Allergie e nevrosi sono causate da un sistema immunitario eccessivamente reattivo nei confronti degli stimoli esterni.

 

Quinto Chakra, la voce, la verità

Attraverso la gola scorre il suono, le corde vocali fanno vibrare l'aria, nella bocca i suoni si articolano, si trasformano in parole, che unificano, purificano, informano e trasformano la coscienza. Suono, ritmo, vibrazione, parole... la comunicazione è il mezzo attraverso il quale la coscienza si trasforma, si estende da un luogo all'altro, è la possibilità di entrare in contatto gli uni con gli altri attraverso un'onda, una vibrazione e di uscirne modificati, è un profondo mistero.

L'arte creativa
Il mistero dell'Arte, del canto, del suono, della parola, della scultura e della pittura giacciono racchiusi nel Chakra della purificazione, dove la materia si proclama simbolo e ascende le sacre altezze dello Spirito. Alla parola si attribuisce un'origine divina e la sua essenza è lo specchio mirabile in cui si riflette la vita dello Spirito che consente la creazione.

Le braccia, i rami, le mani, i frutti
Come il Primo Chakra connette il corpo alla terra tramite le gambe che fungono da radici, l'energia del Quinto Chakra scorre dalla gola lungo le spalle, le braccia e le mani, evocando l'immagine di rami destinati a portare fiori e frutti.
Il Quinto Chakra è il principio di connessione che rende possibile la vita, è l'arte di ricevere e trasmettere informazioni, di creare con le nostre braccia e mani, a cui è collegato.

Tiroide, ritmo metabolico
In corrispondenza del Quinto Chakra si trova il plesso faringeo e la tiroide che è situata alla base del collo con annesse quattro piccole ghiandole: le paratiroidi che provvedono a un'equa distribuzione del calcio nelle ossa e nel sangue.
La tiroide ha la principale funzione di secernere due ormoni che svolgono un ruolo notevole nella regolazione del ritmo metabolico, cioè la velocità con cui il corpo trasforma le sostanze nutritive in energia.

Stanchezza e nervosismo
Se tale ritmo è al di sotto del normale si può provare una sensazione di maggiore stanchezza, mentre se è leggermente al di sopra si può verificare uno stato di nervosismo. Infatti, se il ritmo metabolico aumenta notevolmente, si può verificare perdita di peso, nervosismo, senso di calore o disturbi emotivi, mentre se tale ritmo risulta ridotto considerevolmente si manifesterà un rallentamento delle funzioni corporee.
I due ormoni che regolano il dinamismo psico-fisico sono la tiroxina e la triiodotironina.

Paratiroidi, espressione della coscienza
Il paratormone, secreto dalle paratiroidi, regola la distribuzione di calcio e fosforo nelle ossa, promuove l'attività di riassorbimento dell'osso, favorisce l'assorbimento dall'ambiente esterno.
Possiamo dire che queste ghiandole governano la crescita, lo sviluppo, la stabilità della materia corporea, la materializzazione di tessuti e lo sviluppo delle facoltà intellettive, permettondo all'uomo di esprimere la coscienza.
Non a caso nella parte più interna della gola si trovano le corde vocali, sede dei suoni e della parola, dell'espressione cosciente dei concetti. Problemi alla tiroide indicano difficoltà nell'esprimere la propria verità e nel creare la propria vita. Mal di gola, noduli alle corde vocale, laringiti e faringiti ci invitano a essere chiari, onesti e diretti, autentici e ad avere il coraggio di dire la verità.

 

 

Sesto Chakra, il terzo occhio, la luce

Il Sesto Chakra risiede nel centro della fronte, è il centro della vista, l'elemento associato è la luce. È il terzo occhio, la facoltà di vedere oltre la forma e l'apparenza della realtà polare cogliendone l'essenza e l'unità. Siamo nella «montagna del cranio», nel Golgota. È l'Illuminazione, la caduta dell'illusione, la comprensione immediata del senso.

L'ipofisi, la guida
Associata al Sesto Chakra troviamo il plesso cavernoso e l'ipofisi o pituitaria, la ghiandola regale che governa il sistema endocrino. È come un direttore d'orchestra che dal podio dirige e guida i musicisti che sono la tiroide, le paratiroidi, il timo, le surrenali, il pancreas, le gonadi. L'ipofisi rappresenta l'ordine costituito, la regalità che governa, la capacità di prefigurare, proiettarsi, integrare le informazioni e controllare tutte le funzioni del corpo.

Adenoipofisi, neuroipofisi
È una piccola formazione ovoidale posta nella sella turgica più o meno al centro della fronte equidistante dai due occhi. Nell'ipofisi se ne distinguono due parti: l'ipofisi anteriore che è di natura ghiandolare (adenoipofisi) e l'ipofisi posteriore che è di natura nervosa e non produce ormoni (neuroipofisi). L'ipofisi è collegata all'ipotalamo tramite numerosi fasci nervosi.

L'ipotalamo e le sue funzioni
L'ipotalamo è un importante struttura cerebrale che funge da essenziale collegamento tra cervello e ipofisi, controlla l'appetito, la temperatura corporea, il sonno e partecipa all'attività dell'ipofisi attraverso l'asse ipotalamo-ipofisario.
L'ipofisi e gli ormoni
L'ipofisi produce vari ormoni tra cui la somatotropina o ormone della crescita, che regola l'accrescimento corporeo, la prolattina, che stimola lo sviluppo delle mammelle nella gravidanza e induce l'allattamento nel puerperio, gli ormoni gonadotropi, che svolgono azioni correlate alla funzione riproduttiva, l'adiuretina, che controlla l'escrezione di acqua che ha luogo attraverso i reni e l'ossitocina, che attiva la contrazione della muscolatura uterina e provoca l'eiezione di latte nell'allattamento. L'ormone melanocito-stimolante controlla la secrezione della melatonina, l'ormone tireotropo regola l'attività della tiroide, l'ormone adenocorticotropo regola l'attività della corticale dei surreni, l'ormone follicolostimolante e l'ormone luteinizzante regolano la secrezione degli estrogeni, l'ovulazione e lo sviluppo del corpo luteo nella donna, la spermatogenesi e la secrezione di testosterone nell'uomo. L'ormone antidiuretico regola il riassorbimento dei liquidi a livello dei reni impedendo una eccessiva perdita di acqua.

Patologie connesse al Sesto Chakra, la perdita del controllo
Le malattie che possono colpire questa zona sono legate in parte alla formazione di un tumore benigno (adenoma ipofisario) che accrescendosi schiaccia buona parte delle cellule dell'ipofisi: acromegalia, gigantismo, nanismo. Altre patologie legate a disfunzioni ipofisarie sono la pubertà precoce o ritardata, l'ipotiroidismo o l'ipertiroidismo, il diabete insipido.
L'ipofisi rappresenta l'ordine costituito, la regalità che governa, la capacità di prefigurare, proiettarsi, integrare le informazioni e controllare tutte le funzioni del corpo. Disfunzioni dell'ipofisi inducono il soggetto a perdere il controllo sulla propria vita, forse perché veniva eccessivamente esercitato. Le patologie del Sesto Chakra ci invitano a lasciarci andare al flusso della vita, a guardare oltre i limiti che ci siamo duramente imposti, a chiederci se ciò che stiamo facendo lo vogliamo veramente.

 

Settimo Chakra, il loto, la fede

È l'antenna parabolica puntata verso il cuore dell'Universo ad ascoltarne l'intima voce, a coglierne l'onda cosmica, a decifrare il codice del messaggio celeste e renderne partecipe l'umanità. È situato alla sommità della testa, nella corteccia cerebrale, in corrispondenza della fontanella, è rivolto verso l'alto, così come il primo è rivolto verso il basso.
È il Chakra della corona perché «corona» l'intero sistema e simboleggia un essere nel suo stato più elevato, regale, glorificato. È il centro della coscienza cosmica e la consapevolezza di un ordine cosmico, rappresenta l'aspetto del pensiero di cui il mondo è espressione. Il timido seme della terra è risalito attraverso l'acqua, il fuoco, l'aria, il suono e la luce fino a fondersi con le energie celestiali.

Epifisi, il mistero, la sede dell'anima
Al Settimo Chakra è associata l'epifisi, una ghiandola a forma di pigna (corpo pineale) situata nella parte dorsale dell'encefalo. Elabora due ormoni: la melatonina che tende a schiarire la pelle e l'adreno-glomerulotropina che stimola la produzione di aldosterone da parte del surrene. Oggi si ritiene che possa influenzare (inibendolo) lo sviluppo sessuale nel bambino molto piccolo e che intervenga nel ritmo circadiano. Secondo il filosofo francese Cartesio, la ghiandola pineale era il punto d'incontro tra la mente e il corpo; non solo: secondo molti pensatori del passato era addirittura la sede dell'anima.

Il nodo di scambio
Essa appare una sorta di interfaccia fra il mondo fisico esterno (luce, suoni ecc.) e la nostra biochimica. La ghiandola pineale è simile a un nodo di scambio fra il sistema immunitario, nervoso ed endocrino attraverso un complesso meccanismo di regolazione, stimolazione e feedback negativo. Possiamo considerare la pineale come un regolatore di altre ghiandole, interagisce direttamente o indirettamente con il timo e il sistema immunitario, le surrenali, l'ipofisi, la tiroide e le gonadi, coinvolgendo un gran numero di ormoni.

L'orologio interno, antenna cosmica, risposta alla luce
Questa minuscola struttura rimane ancora oggi in larga misura un mistero, tuttavia molti scienziati concordano nel ritenere che funzioni come una sorta di orologio interno, mentre secondo altri funziona come antenna che riceve energia a particolari frequenze. È stimolata dalla luce attraverso l'asse: occhio-nervo ottico-ipotalamo-pineale. Anche i suoni interagiscono con essa con un asse simile. Benché immersa nell'oscurità essa risponde indirettamente alla luce, a seconda dei messaggi trasmessi dagli occhi sul grado di luminosità del mondo esterno. Quando la luce cede all'oscurità, la ghiandola entra in funzione e comincia a secernere la melatonina, quando invece albeggia, la produzione di tale ormone si arresta.

L'occhio dorsale, i ritmi luce e buio
Ancestralmente costituiva un vero e proprio fotorecettore, una specie di occhio dorsale, ancora presente in alcuni anfibi. Molti uccelli migratori con il cranio verniciato di nero perdono il senso dell'orientamento e non trovano più la strada. Questo fatto, per inciso, è un'ulteriore riprova dell'esistenza di una mente unica, almeno per gli animali.
La ghiandola pineale riceve un'innervazione afferente dal ganglio cervicale superiore del simpatico, a sua volta collegato all'occhio. La percezione del buio provoca e attiva la sintesi di melatonina e inducendo l'aggregazione dei granuli di melanina nella cute, schiarisce la pelle. La luce diminuisce gli impulsi nervosi del simpatico e blocca la sintesi di ormone. Bastano pochi minuti di esposizione a una luce brillante perché si verifichi una caduta dei livelli circolanti di melatonina. Seguendo i ritmi luce-buio, l'epifisi sincronizza tutto l'organismo sui ritmi del macrocosmo.

I bioritmi epifisari, l'autoriconoscimento
Indipendentemente dalla visione, l'organismo sa se è giorno o è notte, che ora è, in quale giorno o stagione siamo. I bioritmi epifisari sembrano controllare il tono dell'umore, l'equilibrio ormonale, l'equilibrio immunitario e avere una azione antistress. Inoltre la melatonina possiede proprietà rigeneranti e antinvecchiamento. Si può considerare come un orologio interno che regola le stagioni della nostra vita, riducendo, ad esempio, la melatonina nella pubertà, durante l'ovulazione, nella menopausa, nella vecchiaia. È strettamente collegata alla percezione di sé, alla capacità di autoriconoscimento rispetto al mondo circostante.

 

Tratto da ''Il Grande Manuale del Reiki'' autore: Carmignani, Magnoni, Oggioni ed. L'Età dell'Acquario.